Un artigiano di Agrigento mi ha scritto tre parole: quanto costa un sito.
Nient'altro, nessuna descrizione dell'attività, nessun contesto, nessuna idea di cosa servisse davvero.
Ho risposto: dipende, e ho aspettato che mi chiedesse da cosa.
Non è arroganza, è l'unica risposta onesta che esiste. Il prezzo di un sito web dipende da cosa deve fare, da quanto è complessa la situazione, e soprattutto da chi lo realizza.
Siccome quanto costa un sito web è la domanda che ricevo più spesso, ho deciso di risponderci con numeri veri, senza il solito "varia da caso a caso" che non ti aiuta a capire nulla.
Quello che segue sono fasce di prezzo reali, una spiegazione di cosa c'è davvero dentro un preventivo serio, e i segnali per capire se quello che ti stanno chiedendo vale quello che costa.
Quanto costa un sito web: le fasce di prezzo nel 2026
I numeri che seguono presuppongono un professionista serio con un processo strutturato, non un template scaricato in fretta con il tuo logo sopra.
- Sito vetrina (4-8 pagine: home, chi siamo, servizi, contatti): 1.500-3.500 euro.
- Sito aziendale (10-25 pagine, blog, form avanzati, integrazioni base): 3.000-7.000 euro.
- E-commerce semplice (fino a 50 prodotti, pagamenti online, spedizioni standard): 5.000-10.000 euro.
- E-commerce complesso (500+ prodotti, multi-lingua, gestionale integrato): 12.000-25.000 euro e oltre.
- Landing page (pagina singola con funnel di conversione): 1.200-2.500 euro.
Questi non sono prezzi di grandi agenzie, sono prezzi di chi lavora seriamente, indipendentemente dalla dimensione dello studio.
Se trovi un sito vetrina a 400 euro, ti stai comprando un template con il tuo logo sopra: può bastare in certi casi, ma non aspettarti che converta.
Tabella prezzi 2026: tutti i tipi di progetto
Difficile fare confronti senza una visione d'insieme. Questa tabella mette in fila i tipi di progetto più richiesti con i dati che contano: fascia di prezzo, tempi medi e per chi ha senso ogni tipo di investimento.
| Tipo di sito | Fascia di prezzo | Tempi medi | Indicato per |
|---|---|---|---|
| Sito vetrina 4-8 pagine | 1.500 - 3.500 € | 2 - 4 settimane | Professionisti, artigiani, attività locali |
| Sito aziendale 10-25 pagine, blog, integrazioni | 3.000 - 7.000 € | 4 - 8 settimane | PMI, studi professionali, aziende in crescita |
| E-commerce semplice fino a 50 prodotti | 5.000 - 10.000 € | 6 - 10 settimane | Chi vende online per la prima volta |
| E-commerce complesso 500+ prodotti, ERP integrato | 12.000 - 25.000 € | 3 - 6 mesi | Aziende con catalogo ampio e flussi operativi complessi |
| Landing page pagina singola con funnel | 1.200 - 2.500 € | 1 - 2 settimane | Lanci di prodotto o servizio specifico |
I tempi si intendono dal briefing alla consegna, in condizioni normali: slittano se i contenuti arrivano tardi, se i requisiti cambiano a metà lavoro o se il cliente è irraggiungibile per settimane. Il collo di bottiglia nei progetti web è quasi sempre il cliente, non lo sviluppatore.
Cosa stai pagando davvero
Non stai comprando un sito, stai comprando ore.
Ore di analisi per capire cosa serve alla tua attività, di design per costruire qualcosa che funziona su ogni schermo, di sviluppo per farlo girare senza errori, di test su mobile e su connessioni lente, di ottimizzazione perché ogni secondo in più di caricamento ti costa visitatori.
Un preventivo da 3.000 euro per un sito vetrina non è caro: sono 15-20 ore di lavoro qualificato, meno di una settimana per chi sa quello che fa.
Ma c'è qualcosa di più difficile da quantificare che vale almeno altrettanto: stai comprando esperienza, ossia sapere cosa evitare prima ancora di iniziare, non consegnarti qualcosa che tra sei mesi va rifatto da capo, non farti sprecare tempo su scelte sbagliate dall'inizio.
Stai comprando un processo: non improvvisazione ma un briefing strutturato, una revisione ragionata, una consegna con documentazione. Il caos non costa meno, di solito costa di più perché si paga doppio per rimediare.
Stai comprando anche supporto: qualcuno che risponde quando qualcosa va storto, che si prende la responsabilità di quello che ha fatto, che non sparisce dopo la consegna.
Perché qualcosa va sempre storto.
I costi che non compaiono nel preventivo
Molti si sorprendono: il preventivo diceva 2.500 euro e alla fine dell'anno ne hanno spesi 3.800.
Non è una truffa, sono i costi ricorrenti che quasi nessuno calcola quando chiede il prezzo.
- Hosting: 150-600 euro all'anno. Un server da 5 euro al mese va bene per un blog personale, non per un sito aziendale che deve stare su e caricare veloce.
- Dominio: 10-30 euro all'anno. Fisso, cambia poco.
- Certificato SSL: spesso incluso nell'hosting, ma non sempre. Senza SSL i browser mostrano l'avviso "connessione non sicura" e Google penalizza il sito direttamente.
- Manutenzione: 300-1.200 euro all'anno. Aggiornamenti, backup, sicurezza, compatibilità con nuovi browser. Se non la fai il sito si deteriora silenziosamente, e i problemi emergono sempre nel momento peggiore.
- Contenuti: testi, foto, video. Quasi mai inclusi nel preventivo e quasi sempre la parte più sottovalutata. Un sito senza contenuti di qualità non funziona, indipendentemente da quanto è bello esteticamente.
Non sono extra opzionali, sono il costo reale di avere un sito online che funziona nel tempo.
Un professionista serio te li elenca nel primo preventivo, uno frettoloso te li presenta dopo, come sorprese.
Come leggere un preventivo: segnali di qualità e red flag
Un preventivo non è solo un numero: è un documento che ti dice molto su chi hai davanti.
I preventivi seri hanno tre caratteristiche in comune: sono dettagliati, mettono per iscritto cosa non includono, e vengono da qualcuno che ti ha fatto domande prima di darti un numero.
Cosa cercare in un preventivo valido:
- Voci separate per analisi, design, sviluppo, test e consegna
- Indicazione dei tempi per ogni fase, non solo un totale generico
- Elenco esplicito di cosa non è incluso (contenuti, testi, foto, traduzioni)
- Condizioni di revisione chiare: quante sono previste e cosa succede se escono dal perimetro concordato
- Chi gestisce la manutenzione dopo il lancio e a quale costo
Red flag da non ignorare:
- Preventivo mandato lo stesso giorno della richiesta, senza domande
- Prezzo "forfettario tutto incluso" senza nessun dettaglio sulle voci
- Nessuna menzione dei costi ricorrenti (hosting, dominio, manutenzione)
- Nessun contratto o accordo scritto
Un preventivo che non risponde alla domanda "cosa succede se..." non è un preventivo, è un'aspettativa.
Quando il sito economico ha senso
Non tutto deve costare 3.000 euro.
Ci sono situazioni in cui un sito da 500 euro funziona bene, ed è la scelta giusta.
Funziona se hai bisogno di una presenza online minima: un posto dove mandare i clienti per verificare che esisti, senza aspettativa di conversioni e senza competizione seria nel settore locale.
Funziona se stai testando un'idea di business e non vuoi investire prima di aver validato il mercato: meglio un template che funziona che un sito costoso per un'attività che potrebbe non partire.
Funziona se il tuo business gira su altri canali (fisico, passaparola, social) e il sito è davvero secondario.
Non funziona se vuoi che il sito porti contatti, venda prodotti, costruisca fiducia con clienti che non ti conoscono ancora. In quei casi il prezzo basso compra la forma, non la sostanza.
La domanda giusta non è quanto costa un sito, è cosa deve fare il sito. Rispondere a quella prima di chiedere un preventivo ti fa risparmiare tempo, denaro e la frustrazione di ricominciare da capo.
Perché il preventivo basso è una trappola
Il preventivo da 500 euro esiste, non ti sto dicendo che non esiste.
Ti compra un template scelto in fretta, personalizzato in un pomeriggio, senza analisi di cosa serve alla tua attività, senza processo di revisione strutturato, senza test seri, senza supporto dopo la consegna, perché a quel prezzo non c'è margine per stare dietro ai problemi.
Il risultato non è solo brutto esteticamente: è un sito che non funziona per il tuo business, che non converte, che spesso non è nemmeno tuo perché le credenziali te le danno a fatica, o non te le danno affatto.
E quando decidi di rifarlo, perché in genere finisce così, paghi di nuovo.
Il totale supera quello che avresti speso con qualcuno serio dall'inizio.
Il risparmio iniziale non era un risparmio, era un rinvio.
C'è anche un costo che non appare mai nei calcoli: il tempo. Settimane passate a gestire qualcosa che non funziona, a scrivere email che non ricevono risposta, a spiegare gli stessi problemi a chi non li risolve.
Quel tempo non torna.
Domande frequenti
Il prezzo del preventivo include hosting e dominio?
Posso avere un preventivo preciso senza spiegarti il progetto?
Perché due preventivi per lo stesso sito differiscono di cinque volte?
Ha senso chiedere preventivi a più fornitori?
Il prezzo giusto non è il più basso e non è il più alto. È quello che include tutto quello che serve, mette per iscritto quello che non include, e viene da qualcuno che ti ha fatto domande prima di darti un numero.
L'artigiano di Agrigento non mi ha più scritto.
Forse ha trovato il sito a 500 euro, forse ha capito che non era pronto a trattare il sito come un investimento.
Entrambe le scelte hanno un costo: il primo lo vedi subito sul preventivo, il secondo lo scopri dopo, quando il sito non porta nulla e devi ricominciare da capo.
Se vuoi capire quanto costerebbe un sito per la tua situazione specifica, richiedi una consulenza. Ti rispondo con numeri reali e ti dico subito se quello che cerchi rientra nel mio modo di lavorare.
Ti rispondo io, non un form automatico.
Approfondimenti
Questo articolo fa parte della serie Scegliere il partner giusto.
- Dopo il lancio: perché la manutenzione non è opzionale in pubblicazione
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