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Come Scegliere Chi Ti Farà il Sito (Senza Pentirti Dopo)

Una commercialista ha pagato 800 euro un sito che adesso non può toccare. Il dominio è intestato a uno che non risponde più. Ti racconto cosa avrebbe dovuto chiedere prima di firmare.

Ottavio Tedesco26 marzo 2026Lettura stimata 7 min
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Schema decisionale per scegliere tra freelance, agenzia e team interno

Una commercialista mi ha contattato qualche mese fa. Il suo sito era andato giù. Certificato SSL scaduto, browser che mostrava "La connessione non è sicura", clienti che chiamavano preoccupati.

Il dominio era intestato a chi le aveva fatto il sito tre anni prima. Ottocento euro, tutto compreso - così le avevano detto. L'hosting pure. Le credenziali del pannello di controllo non le aveva mai ricevute.

"Mi aveva detto che ci pensava lui a tutto."

Quel "lui" non rispondeva più. Non al telefono, non alle email. Magari aveva cambiato lavoro o città. Lei si è ritrovata con un sito che non poteva toccare, su un dominio che non era suo.

Ha dovuto rifare tutto. Nuovo dominio, nuovo hosting, nuovo sito. Il risparmio iniziale le è costato il triplo.

Questa storia la racconto perché è la stessa che sento sempre. Cambiano i dettagli, il copione no.

Non stai comprando un sito. Stai comprando una dipendenza.

Quando paghi qualcuno per farti un sito, non stai comprando un prodotto. Stai decidendo da chi dipendere.

Dipendenza da chi gestisce l'hosting. Da chi ha le credenziali. Da chi sa com'è fatto il codice.

Un sito non è un quadro che appendi e dimentichi. È software che vive su server di qualcun altro, usa tecnologie che cambiano, dipende da servizi esterni che si aggiornano.

Se tra un anno il fornitore smette di rispondere, tu rimani fermo. E il problema non è se succede. È quanto ti costa quando succede.

Prima di cercare qualcuno

Vedo sempre gente che contatta developer chiedendo "quanto costa un sito". È come chiedere a un architetto quanto costa una casa senza dire dove, quanto grande, per farci cosa.

Prima di cercare qualcuno, devi avere chiaro:

  • Chi aggiorna i contenuti dopo il lancio. Se la risposta è "non lo so", stai costruendo un problema. Ogni modifica che non puoi fare tu, la paga qualcun altro.
  • Serve vendere online o solo presentarti. Un e-commerce non è "più pagine". È gestione ordini, pagamenti, magazzino, spedizioni. È un altro mondo. Nella mia pagina E-commerce c'è un quadro più completo.
  • Chi scrive i testi e fa le foto? Se pensi che il developer si inventi tutto, ti ritrovi con lorem ipsum e foto stock. I contenuti sono responsabilità tua.

Non puoi scegliere il partner giusto se non sai cosa gli stai chiedendo.

Lavorare con un freelance

Ho clienti con cui lavoro da anni. Comunicazione diretta, niente intermediari. Se c'è un problema, lo risolviamo in giornata.

Questo è il freelance quando funziona.

Quando non funziona è un altro discorso. Un cliente mi ha raccontato di uno che aveva preso l'anticipo, consegnato metà del lavoro, e poi era sparito. Prima le email tornavano indietro, poi il numero risultava staccato. Aveva chiuso partita IVA e si era fatto assumere da qualche parte. L'anticipo perso. Il lavoro da rifare con un altro.

Il freelance ha senso quando:

  • il progetto è definito e contenuto
  • vuoi comunicazione diretta
  • hai referenze verificabili

Ha meno senso quando hai fretta, quando servono competenze diverse, quando non puoi permetterti che quella persona sparisca.

Lavorare con un'agenzia

L'agenzia dovrebbe risolvere il problema della persona singola. Struttura, continuità, qualcuno che risponde sempre.

In teoria.

Nella pratica, molte agenzie piccole sono body rental travestito. Un commerciale ti vende il progetto, un project manager ti manda le email, il lavoro vero lo fa un freelance esterno che non vedrai mai. Paghi di più per avere un intermediario.

Un'agenzia mi ha contattato l'anno scorso per collaborare. Volevano che facessi lo sviluppo mentre loro "gestivano il cliente". Avrei fatto tutto io, loro avrebbero preso una percentuale per girare email. Ho rifiutato.

Poi c'è la rotazione. Parli con qualcuno bravo in fase di vendita, firmi, e il lavoro finisce in mano a un junior che ha letto il brief di corsa.

L'agenzia ha senso quando il progetto è complesso e servono competenze diverse già integrate. Ma deve essere un'agenzia vera, non una sigla con due persone.

Il team interno

Sembra la scelta più sicura. Dipendenti tuoi, nessuna dipendenza esterna.

Un'azienda di componentistica che conosco ha fatto così. Due developer assunti, postazioni allestite, tutto regolare. Dopo diciotto mesi se ne sono andati entrambi. Uno ha trovato di meglio, l'altro si è messo in proprio.

Nessuno dei due aveva scritto documentazione. L'agenzia che è subentrata ha impiegato tre mesi solo per capire cosa avevano costruito.

Il team interno ha senso solo se il digitale è il cuore del tuo business. Per tutti gli altri, è un costo fisso che non si ripaga.

I costi che non vedi nel preventivo

Il preventivo dice 3.000 euro. Il sito va online. E poi iniziano i costi veri.

Hosting. Un hosting base costa 50-70 euro l'anno, lo compri direttamente da Aruba o SiteGround. Se invece è intestato al fornitore, lo paghi a lui - al prezzo che decide lui. Ho visto fatturare 200 euro per lo stesso servizio che ne costa 50.

Dominio. Costa una decina di euro l'anno per un .it. Ma se è intestato al fornitore e vuoi andartene, devi chiederglielo. Se non risponde, o se vi siete lasciati male, quel dominio resta suo.

Manutenzione. WordPress si aggiorna, i plugin si aggiornano, PHP si aggiorna. Se nessuno se ne occupa, un giorno apri il sito e qualcosa non funziona. O peggio: qualcuno trova una falla di sicurezza.

Modifiche. Vuoi cambiare un numero di telefono, aggiornare un prezzo. Se il pannello non te lo permette, ogni modifica passa dal fornitore.

Ma il costo più grosso è uscirne. Se il sito è costruito su una piattaforma proprietaria, cambiare fornitore significa rifare tutto da zero.

Attenzione

Il preventivo più basso non è un affare. È un segnale. Meno esperienza, meno tempo dedicato, tagli su qualcosa che non vedi. Il motivo lo scopri dopo.

Cosa verificare prima di firmare

Queste sono cose concrete che puoi controllare. Se un fornitore non sa rispondere o si innervosisce quando gliele chiedi, quella è già una risposta.

  • Il dominio deve essere intestato a te. Non al fornitore, non a terzi.
  • L'hosting deve essere tuo o trasferibile. Se è su un server proprietario del fornitore, sei legato a lui.
  • Le credenziali le vuoi tutte, per iscritto. Pannello, database, FTP, DNS, Analytics, Search Console. "Te le mando dopo" non basta.
  • Il codice deve stare da qualche parte accessibile. Un repository Git, un backup cloud. Se il fornitore tiene tutto sul suo portatile, quando smettete di lavorare insieme quel codice sparisce.
  • Documentazione. Non serve un manuale. Basta sapere cosa è stato fatto e dove sono le cose.
  • Backup. Chi li fa, ogni quanto, dove stanno. Se la risposta è vaga, probabilmente non esistono.
  • Supporto post-lancio. Cosa è incluso, per quanto tempo, con che tempi di risposta. Se non è scritto, non c'è.

Quando lasciar perdere

Alcuni segnali che dovrebbero farti chiudere la conversazione:

  • Non vuole darti le credenziali "per sicurezza". No. Sono tue. Se le tiene lui, sei dipendente da lui.
  • Ti propone una piattaforma di cui non hai mai sentito parlare. Esistono WordPress, Shopify, Webflow. Se qualcuno vuole metterti su un CMS che ha sviluppato lui, chiediti perché.
  • Il preventivo dice solo "realizzazione sito web" e un numero. Quante pagine, quali funzionalità, quante revisioni. Se non c'è scritto, ogni ambiguità diventa costo extra.
  • Accetta tutto senza fare domande. Un professionista serio vuole capire cosa stai chiedendo prima di dire sì.
  • Sparisce per giorni durante la fase di preventivo. Se succede adesso, figurati dopo.
  • Il prezzo è molto più basso degli altri. C'è sempre un motivo.

Il punto

Non esiste la scelta sicura. Puoi fare tutte le verifiche, mettere tutto per iscritto. Può comunque andare male.

Quello che puoi fare è metterti in condizione di cambiare se la collaborazione non funziona.

Dominio intestato a te. Hosting trasferibile. Credenziali in mano tua. Codice accessibile. Documentazione scritta.

Con queste cose, se qualcosa va storto puoi chiamare qualcun altro e ripartire. Senza, sei bloccato.

La domanda utile non è "andrà bene?", è "se non funziona, quanto mi costa cambiare?"

Se la risposta è "rifare tutto da zero", il rischio è troppo alto. Qualunque sia il prezzo iniziale.

Prima di firmare:

  • Il dominio sarà intestato a me?
  • L'hosting sarà mio o trasferibile?
  • Avrò tutte le credenziali?
  • Il codice sarà accessibile?
  • Esistono backup regolari?
  • Il supporto post-lancio è nel contratto?
  • Cosa succede se voglio cambiare fornitore?

Se un fornitore non supera queste verifiche, hai già la risposta.

Se vuoi capire se sono la persona giusta per il tuo progetto, richiedi una consulenza.

Ti rispondo io, non un form automatico.

Approfondimenti

Questo articolo fa parte della serie Scegliere il Partner Giusto.

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