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Chiedere il prezzo come prima cosa è l'errore che vedo fare sempre. Qui ti spiego cosa dovresti chiedere invece, e come riconoscere chi sa lavorare da chi improvvisa.

Sai qual è l'errore peggiore che vedo fare quando qualcuno mi contatta? Chiedere il prezzo senza darmi alcuna informazione. Come se il sito costa tot, non mi serve nient'altro. E si aspettano che io dica "costa 500 euro" e lui risponda "ok accetto".
Quando è pronto? Un'altra domanda totalmente inutile. E no, non è un buon inizio.
Come pretendi di sapere il costo e la tempistica della realizzazione di un sito web o e-commerce o landing page senza dirmi nulla? È come chiedere a un architetto il prezzo di una casa senza dire quante stanze servono. O dove si trova il terreno. O se deve stare in piedi più di tre anni.
Questa roba qui, chiedere solo il prezzo, rivela una cosa precisa. Non ti interessa se funziona. Ti interessa averlo. Solo per dire "sì, ce l'ho". Anche se poi non converte. Anche se poi i clienti scappano dopo due secondi. Anche se poi devi rifarlo da zero con qualcun altro.
E la cosa assurda è che chi fa queste domande poi si stupisce quando il risultato fa schifo. Ma come, hai scelto basandoti solo sul prezzo e adesso ti lamenti? Che ti aspettavi?
Se io fossi un cliente con un'attività, farei 20.000 domande. E tra queste, "quanto costa" e "quando è pronto" sarebbero le ultime. Perché per me è un investimento a cui credo, altrimenti non mi porrei il problema di farlo.
Io vorrei sapere cose concrete. Cose che riguardano il mio business, non il tuo listino prezzi.
Viene fatto in modo che si possa aggiornare facilmente?
Perché un sito che non posso toccare senza chiamare qualcuno ogni volta è un problema. Oggi cambio un prodotto, domani aggiungo un servizio, tra sei mesi modifico i prezzi. Se ogni modifica richiede un intervento tecnico a pagamento, quel sito mi costa più di manutenzione che di realizzazione. E diventa un peso invece che uno strumento.
Si può modificare con il cambiamento della mia attività?
Le attività cambiano. Crescono, si spostano, aggiungono rami. Un sito rigido oggi è un sito da buttare domani. Se tra un anno voglio aggiungere una sezione, integrare un gestionale, aprire un e-commerce, posso farlo senza ricostruire tutto o mi ritrovo punto e a capo?
Sarà realizzato in modo accessibile?
L'accessibilità non è un favore che fai ai disabili. È un requisito. Legale, prima di tutto. Ma anche pratico: un sito accessibile è un sito che funziona meglio per tutti. Carica più veloce, si indicizza meglio, converte di più. Chi ignora l'accessibilità ignora una fetta di utenti ed anche il buon senso.
L'utente che apre il sito, scappa o resta?
Questa è la domanda che nessuno fa ma che decide tutto. Puoi avere il sito più bello del mondo, ma se l'utente non capisce dove cliccare, se ne va. Se la pagina ci mette troppo a caricare, se ne va. Se il testo è un muro illeggibile, se ne va. Il design non è decorazione. È funzione. È il motivo per cui qualcuno ti contatta invece di chiudere la tab.
Necessiti materiali come immagini, video, testi?
Molti clienti pensano che il developer si inventi tutto. Poi si trovano con un sito pieno di lorem ipsum e foto stock orrende. I contenuti sono responsabilità tua, o di qualcuno che paghi per farli. Se non li hai, dillo subito. Se pensi di scriverli tu, valuta se ne sei capace. Un sito con contenuti mediocri è un sito mediocre. Punto.
L'hosting sarà mio?
Questa sembra tecnica ma è fondamentale. Se l'hosting è intestato al developer, dipendi da lui. Se sparisce, sparisce pure il tuo sito. Se cambi idea e vuoi andare altrove, devi chiedergli il permesso. Vuoi davvero essere in questa situazione? L'hosting deve essere tuo. Le credenziali devono essere tue. Il dominio deve essere tuo. Tutto il resto è una catena al collo.
Avrò accesso al codice sorgente?
Stessa logica. Se non hai accesso al codice, non hai un sito. Hai un servizio in affitto. E quando il proprietario decide di aumentare il canone, o di sparire, tu non puoi fare nulla. Il codice è tuo? Puoi portarlo dove vuoi? Puoi farlo modificare da qualcun altro? Se la risposta è no, stai firmando un contratto capestro senza saperlo.
E soprattutto: se tra sei mesi tu sparisci, io che fine faccio?
Questa è la domanda che separa chi ha capito da chi non ha capito niente. Perché il web è pieno di developer che prendono il lavoro, consegnano qualcosa, e poi svaniscono. Cambiano settore, cambiano città, smettono di rispondere. E tu rimani con un sito che non sai gestire, credenziali che non hai, e nessuno a cui rivolgerti.
Poi dipende dal contesto. Freelance, agenzia, team interno, ogni scenario ha le sue domande. Ma il principio è uno: prima capisco cosa sto comprando, poi parlo di soldi.
Per capire se davanti hai un professionista o un improvvisato, basta osservare la prima call. Come si introduce. Che domande fa. Se cerca di capire il tuo problema o se cerca di venderti qualcosa.
Un professionista serio ti chiede: cosa fa la tua attività? Qual è la tua clientela target? Hai già un sito, una landing, un e-commerce? Se sì, cosa non sta funzionando? Qual è il problema che ti spinge a cercare qualcuno? Entro quando ti serve?
Cerca di identificare il problema. Non il sintomo.
Se dici "voglio un sito nuovo", lui non ti manda subito il preventivo. Ti chiede perché. Perché quello vecchio non funziona? Cosa ti aspetti da quello nuovo? Quali risultati vuoi ottenere? Magari scopre che non ti serve un sito nuovo. Magari bastava sistemare quello che hai. Magari il problema non è il sito ma come lo usi.
Un professionista serio a volte ti dice che non gli serve il tuo lavoro. Perché preferisce non prendere un progetto sbagliato piuttosto che prenderne uno che finirà male.
Invece mi fa scappare quando mi viene chiesto: "Hai bisogno di un sito, una landing o un e-commerce?". Beh, non lo so. Io ho un problema. Tu sei il professionista che dovrebbe risolverlo. Se devo dirtelo io cosa mi serve, a cosa servi tu?
Un preventivo con su scritto "servizio offerto: tot euro" senza dettagli è un altro segnale. Cosa include? Cosa non include? Che succede se cambio idea su qualcosa? Che supporto ho dopo? Quante revisioni sono previste? Cosa succede se non mi piace il risultato?
Se queste risposte non ci sono nel preventivo, ci saranno nella fattura. Sotto forma di costi aggiuntivi.
E poi c'è il discorso del portfolio. Guardalo. Ma non guardare solo se è bello. Prova i siti. Aprili. Naviga. Sono veloci? Funzionano sul telefono? I testi si leggono? I bottoni si capiscono? Un portfolio pieno di screenshot non vale niente. I siti vanno provati, non guardati.
Se sbagli scelta ti trovi letteralmente in un casino.
Non hai piena proprietà del tuo sito. Il codice è su server che non controlli. Le credenziali non sono tue. Dipendi da persone che potrebbero non farsi più sentire. O cambiare lavoro. O sparire.
Ho visto clienti bloccati per mesi. Non potevano aggiornare i contenuti. Non potevano correggere errori evidenti. C'era un numero di telefono sbagliato in home page e non potevano cambiarlo. Tutto perché non avevano le credenziali. Tutto perché avevano scelto il preventivo più basso.
E poi? Butti il doppio dei soldi. Devi reinvestire su un altro professionista, magari quello che avevi scartato perché costava di più. Quello che ti aveva dato un preventivo dettagliato che all'epoca ti sembrava esagerato. Quello che ti faceva troppe domande e tu pensavi "ma che vuole questo, io voglio solo un sito".
Adesso paghi lui. Più quello che hai già pagato al primo. Il risparmio iniziale? Evaporato. Anzi, ci hai rimesso.
Ma il danno non è solo economico.
Nel frattempo i tuoi concorrenti hanno acquisito clienti, consolidato la loro presenza online. Hanno risposto a richieste che potevano essere tue. Hanno chiuso contratti che potevi chiudere tu. Tu invece eri fermo. A rincorrere gente che non ti risponde. A cercare di recuperare credenziali che nessuno ti dà. A spiegare a un nuovo developer il casino che ti ha lasciato quello prima.
E poi c'è il danno alla reputazione. Un sito fatto male, lento, brutto, pieno di errori, quello parla di te. I clienti non sanno che hai pagato poco. Vedono solo il risultato. E il risultato dice: questa attività non è seria.
Qui devo essere scomodo.
Se il prezzo è il tuo unico criterio, non ti serve questa guida. Troverai sempre qualcuno disposto a farlo per meno. Troverai sempre qualcuno che ti promette il sito in una settimana a 500 euro. E troverai sempre qualcuno che ti consegna esattamente quello che hai pagato: qualcosa che non vale nemmeno quei 500 euro.
Il prezzo basso non è un affare. È un segnale. Di poca esperienza. Di processi approssimativi. Di "poi vediamo" che diventano costi extra. Di lavoro fatto di fretta perché a quel prezzo non conviene dedicarci tempo.
Pensa un attimo. Se un professionista chiede poco, o è alle prime armi e sta imparando sulla tua pelle, o ha talmente tanti clienti che non può seguirti, o sta tagliando su qualcosa. Qualità. Tempo. Attenzione. Test. Qualcosa salta sempre. E quel qualcosa lo paghi tu, dopo.
E sai qual è la parte peggiore? Chi sceglie solo in base al prezzo poi si lamenta del risultato. Come se fosse colpa del professionista. Come se 500 euro potessero comprare lo stesso lavoro che ne richiede 5000.
No. Chi paga poco, ottiene poco. E se questo ti infastidisce, forse dovresti chiederti perché.
Forse perché sai che è vero. Forse perché ci sei già passato. Forse perché stai leggendo questo articolo proprio per questo motivo.
Mettiamo che trovi qualcuno, paghi, ricevi il sito. Finito?
No.
Un sito non è un quadro che appendi al muro e te ne dimentichi. È un software. Vive su server che si aggiornano, usa tecnologie che cambiano, dipende da servizi esterni che evolvono. Se non lo mantieni, si rompe. Non subito. Ma si rompe.
Plugin che smettono di funzionare. Certificati di sicurezza che scadono. Hosting che cambia le regole. Aggiornamenti che vanno fatti per evitare vulnerabilità. Se nessuno se ne occupa, il sito prima rallenta, poi dà errori, poi diventa un bersaglio per attacchi.
E quando succede, perché succede, a chi ti rivolgi?
Chi ti ha fatto il sito offre manutenzione? A quali condizioni? Risponde in tempi ragionevoli? Se l'hai scelto solo perché costava poco, probabilmente la risposta è no. E ti ritrovi a cercare qualcun altro che metta le mani in un codice che non conosce, fatto da uno che non rispondeva già quando era pagato.
Il supporto post-lancio non è un extra. È parte del servizio. Se non è incluso o almeno disponibile, stai comprando un prodotto con la data di scadenza già stampata.
Devo dire anche questo.
Una parte dei problemi non dipende dal developer. Dipende dal cliente.
Ci sono persone che pensano che un sito si faccia in due giorni. Che un e-commerce costi come un paio di scarpe. Che basti dire "voglio una cosa tipo Amazon" per avere una cosa tipo Amazon. Che le revisioni infinite siano gratis. Che il developer debba anche scrivere i testi, fare le foto, inventarsi il logo, gestire i social.
Non funziona così.
Un sito serio richiede tempo. Richiede il tuo coinvolgimento. Richiede che tu fornisca materiali, che risponda alle domande, che dia feedback costruttivi. Se sparisci per settimane e poi ti lamenti che il progetto è in ritardo, il problema sei tu.
Se cambi idea ogni tre giorni e pretendi che venga rifatto tutto senza costi aggiuntivi, il problema sei tu.
Se pensi che "tanto è solo un sito" e non meriti il tuo tempo, il problema sei tu.
I professionisti seri rifiutano i clienti difficili. Non per arroganza. Perché sanno che un progetto con un cliente che non collabora finisce male per tutti. Preferiscono perdere un lavoro che perdere tempo, energia e reputazione.
Prima di ogni cosa, bisogna osservare.
Non basarti sul prezzo. Un preventivo più alto (con tutto specificato, tutto dichiarato) molte volte ti evita problemi. Problemi sul rincorrere chi hai pagato. Aumenti non previsti. Abbandono del progetto a metà.
Non basarti sulle tempistiche. Tempistiche più lunghe indicano un processo strutturato. Indicano che il lavoro viene fatto bene, non in fretta. Diffida di chi promette tutto e subito. Diffida di chi dice sempre sì. Diffida di chi non ti fa mai domande scomode.
Guarda il portfolio. Ma non limitarti all'estetica. Prova i siti. Sono veloci? Funzionano su mobile? Il codice è pulito? Le pagine si caricano o restano bianche per secondi? C'è un form di contatto che funziona o uno che perde i messaggi?
Se possibile, contatta i clienti precedenti. Chiedi com'è andata davvero. Chiedi se lo rifarebbero. Chiedi se ci sono stati problemi e come sono stati risolti. Le referenze valgono più delle promesse.
Ascolta come risponde alle tue domande. Un professionista serio non evade. Non rimanda. Non promette l'impossibile. Se qualcosa non si può fare, te lo dice. Se il tuo progetto non fa per lui, te lo comunica. Onestamente. Anche se significa perdere il lavoro.
Non contattarmi se cerchi solo il prezzo più basso. Non contattare nessun professionista serio. Vai su una piattaforma qualsiasi, paga il meno possibile, ottieni quello che ottieni. Poi tra un anno, quando dovrai rifare tutto da capo, ricordati di questo articolo.
È per te se stai pensando di realizzare un sito per la tua attività. Se hai già un sito che non funziona. Se sei stato scottato da esperienze negative. Se vuoi capire come evitare di buttare soldi e tempo.
Non è per te se cerchi solo il prezzo più basso. Se non vuoi investire tempo nella comunicazione. Se pensi che un sito web sia una commodity come un chilo di mele, tanto uno vale l'altro. Se credi che il developer debba leggerti nel pensiero e consegnarti la perfezione senza che tu muova un dito.
Magari allora avrai capito. Magari no. Ma almeno non potrai dire che nessuno ti aveva avvisato.
La scelta di un web developer non dovrebbe mai basarsi solo sul prezzo. Il preventivo più economico raramente è quello che ti farà risparmiare. Spesso è quello che ti costerà di più (in denaro, in tempo, in opportunità perse).
Se un professionista ti fa domande approfondite prima di darti un prezzo, è un buon segno. Significa che vuole capire. Significa che ti considera un progetto, non un numero. Significa che quando qualcosa andrà storto, perché qualcosa va sempre storto, avrà il contesto per risolverlo.
Se invece ti dà un prezzo al volo senza sapere nulla di te, scappa. Quel prezzo non significa nulla. È un numero buttato lì per chiudere in fretta. E quando ti troverai nei guai, quel numero non ti salverà.
E no, non ho intenzione di chiudere con una frase motivazionale. Non ti dirò che il tuo sito può cambiare la tua vita. Non ti dirò che devi crederci. Non ti dirò che insieme possiamo fare grandi cose.
Ti dico solo questo: se dopo tutto quello che hai letto non hai capito come scegliere, forse il problema non è trovare il professionista giusto. Forse il problema è che non sei pronto ad avere un sito serio. E va bene così. Meglio saperlo prima che dopo.
Questa guida fa parte della serie Scegliere il Partner Giusto. Approfondimenti correlati: