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Un produttore di imballaggi di Palermo mi ha mandato il link al suo sito qualche mese fa. Voleva capire perché non riceveva contatti. Traffico discreto, buon posizionamento per alcune keyword di settore. Zero messaggi da tre mesi.
Ho aperto la pagina contatti. Il form di contatto chiedeva: Nome, Cognome, Email, Telefono (obbligatorio), Ragione sociale, Partita IVA, Budget previsto, Come ci hai trovato, Messaggio.
Nove campi, sette obbligatori, il telefono con l'asterisco rosso.
Quello non era un form contatti: era un modulo di apertura conto corrente.
Il problema non era il sito, né il traffico. Era che chiunque arrivasse sulla pagina contatti trovava una burocrazia davanti, non un invito.
Pensa all'ultima volta che hai incontrato un potenziale cliente a una fiera. Vi siete presentati. Vi siete scambiati i biglietti da visita. Non ti ha chiesto la partita IVA al primo incontro.
Il form contatti è l'equivalente digitale di quel primo contatto. La persona che arriva sulla tua pagina ha già deciso di fare un passo verso di te. Ogni campo che aggiungi è una domanda che fai a uno sconosciuto prima ancora che ti abbia detto buongiorno.
C'è un dato che emerge da qualsiasi analisi di conversione su questo tema: ridurre i campi da undici a quattro aumenta le conversioni del 120%. Non è un caso eccezionale. È il comportamento normale di chi valuta quanto sforzo vale il contatto.
Ho visto il form del produttore di Palermo a fianco di uno con quattro campi (stesso sito, stesso traffico) e la differenza era esattamente quella. Non perché le persone siano pigre, ma perché ogni campo aggiunto comunica qualcosa di implicito: "ho bisogno di sapere tutto questo prima di parlare con te".
Ogni campo in più è un'occasione in meno.
L'asterisco rosso accanto al campo telefono dice una cosa sola: ti chiamerò io.
Non "puoi chiamarmi se vuoi". Non "lasciami un numero se preferisci sentirti di persona". Ti chiamerò io, quando voglio, a un numero che mi hai dato perché non avevi scelta.
Per qualcuno che non ti conosce ancora, questo non è servizio: è pressione.
Rendere il campo telefono facoltativo ha raddoppiato le conversioni in casi documentati. Chi vuole essere richiamato lascia il numero lo stesso. Chi non vuole, hai smesso di tenerlo ostaggio di un campo obbligatorio.
La paura dietro questo errore è comprensibile: vuoi il numero per poter seguire il lead, fare una telefonata, non perdere l'opportunità. Ma se il lead se ne va prima di mandare il messaggio, non hai niente da seguire.
Non è il telefono il problema. È l'asterisco.
Fai questa cosa adesso: apri il tuo form contatti in una finestra privata, riempilo come farebbe un cliente che non ti conosce e clicca il bottone. Cosa trovi?
In molti siti: "Si è verificato un errore durante l'invio del messaggio." Oppure: "Messaggio inviato." Punto. Oppure, peggio, la pagina si ricarica e non è chiaro se il messaggio sia partito.
Se prima del form c'era un CAPTCHA (quelle griglie di immagini in cui devi selezionare i semafori, i ponti, i negozi), la persona ha già dimostrato due o tre volte di non essere un robot e si è sentita sospettata prima ancora di scrivere una parola.
Il momento dopo "Invia" è il momento in cui il cliente è più esposto: non sa se hai ricevuto il messaggio, non sa quando risponderai, non sa se ti importa.
"Messaggio inviato." non è accoglienza. È protocollazione.
Una conferma umana cambia tutto: "Ho ricevuto il tuo messaggio. Ti rispondo entro 24 ore. Ottavio." Non costa niente da scrivere e comunica che dall'altra parte c'è una persona.
Non serve ridisegnare il sito. Servono quattro modifiche, nell'ordine in cui contano:
Il bottone può passare da "Invia" a "Manda il messaggio". Non è un giochetto da copywriter: dice all'utente cosa sta per fare, non cosa sta per subire.
Il test del cliente sconosciuto: apri il tuo form contatti in un browser privato e compilalo fino alla fine come farebbe qualcuno che non ti conosce. Se incontri un blocco, un messaggio di errore freddo o un CAPTCHA a tre round, hai trovato il problema prima ancora di guardare i dati.
Il produttore di imballaggi di Palermo ha tolto sei campi, reso il telefono facoltativo e scritto una conferma con nome e tempi di risposta.
In dieci giorni ha ricevuto sette contatti. Cinque erano richieste qualificate.
Non aveva cambiato il design. Non aveva aumentato il budget pubblicitario. Aveva smesso di mettere ostacoli davanti a chi aveva già deciso di scrivergli.
Se vuoi capire perché il tuo sito non genera contatti, richiedi una consulenza.
Ti rispondo io, non un form automatico.
Questo articolo fa parte del Pillar Conversioni e Strategia.